Evoluzione Elettronica |
Legge di Moore La prima legge di Gordon Moore, cofondatore della società Intel, nacque da unosservazione del mercato dei microprocessori agli inizi degli anni sessanta e prevedeva che: « Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi. » In realtà inizialmente Moore suppose che le prestazioni dei microprocessori sarebbero raddoppiate ogni 12 mesi. Nel 1975 questa previsione si rivelò corretta e prima della fine del decennio i tempi si allungarono a 2 anni, periodo che rimarrà valido per tutti gli anni ottanta. La legge, che verrà estesa per tutti gli anni novanta e resterà valida fino ai nostri giorni, viene riformulata alla fine degli anni ottanta ed elaborata nella sua forma definitiva, ovvero che le prestazione dei processori raddoppiano ogni 18 mesi. Questa legge oggi è rimessa in questione da un problema di natura strettamente umana. Mentre il numero di transistor presenti su un chip cresce effettivamente ogni anno del 50%, gli analisti si lamentano che la produttività nella progettazione di chip è aumentata solo del 20% l'anno. Lindustria ha tentato di contrastare questa tendenza aumentando continuamente le dimensioni dei gruppi di progettisti che arrivano ormai a 250-300 persone e sono diventate ingestibili. La crescita illimitata è in contraddizione con la seconda legge di Moore, secondo cui la riduzione delle dimensioni delle strutture va di pari passo con laumento del costo degli impianti di produzione. Fino a quando queste restrizioni non limiteranno in modo duraturo lo sviluppo, la nanotecnologia continuerà a svolgere un ruolo sempre più importante nel settore della nanoelettronica. Già oggi si fabbricano processori con strutture di dimensioni inferiori ai 45 nm e con più di 500 milioni di transistor. Secondo la tabella di marcia dellindustria dei semiconduttori, le cui previsioni si basano essenzialmente su sviluppi tecnici realistici, tra qualche anno si giungerà a strutture di 32 nm dotate di oltre un miliardo di transistor per chip. Tale evoluzione aprirà nuove prospettive che oggi possiamo solo sognare.
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