Evoluzione Elettronica

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Memorizzazione

Gli attuali dispositivi per la memorizzazione di dati si basano su varie tecnologie che presentano vantaggi e svantaggi. I dischi rigidi magnetomeccanici hanno una densità di memorizzazione molto elevata e accumulano dati senza richiedere una fonte costante di corrente elettrica ma sono però molto lenti. Al contrario, la DRAM (Dynamic Random Access Memory, memoria ad accesso casuale dinamica) è rapida ma i dati devono essere “rinfrescati” in continuazione mediante impulsi elettrici. La memoria Flash, che troviamo ad esempio nei lettori MP3, nei telefonini e nelle macchine fotografiche digitali, conserva i dati senza richiedere un'alimentazione costante, ma non è rapida come la DRAM e può essere utilizzata solo un milione di volte circa. I futuri modelli di memorizzazione nanotecnologici, che dovrebbero associare i vantaggi sopra menzionati (elevata densità di memorizzazione, velocità, conservazione di dati senza alimentazione continua e longevità) secondo le previsioni attuali sono la MRAM (Magnetic Random Access Memory, memoria ad accesso casuale magnetica) e la memoria principale a cambiamento di fase, descritta qui di seguito.

Le materie solide possono presentarsi sotto due forme estreme: in forma cristallina, in cui gli atomi sono ben allineati, o in forma amorfa, in cui sono sistemati in modo irregolare. Tra i solidi amorfi comuni si trovano alcuni tipi di vetro, come il vetro di quarzo; la stessa sostanza, il biossido di silicio, la troviamo nei negozi di minerali nella sua forma cristallina, il “cristallo di rocca”. Di forme cristalline o amorfe si sentirà parlare sempre più spesso perché probabilmente saranno la memoria di massa del futuro. Alcuni solidi si prestano a passare più o meno volontariamente dallo stato amorfo a quello cristallino e viceversa; questo cambiamento di fase, ottenuto di norma per effetto del calore, ha trovato ampie applicazioni nei mezzi di memorizzazione ottici. Ad esempio in fase di registrazione di un DVD riutilizzabile, un rivestimento speciale del DVD modifica localmente la sua fase dallo stato “cristallino” allo stato “amorfo” mediante lo shock termico provocato da un impulso laser, alterando così le sue proprietà di riflessione, in modo che vi si possa scrivere una configurazione di bit leggibile. Un’esposizione più lunga e più forte al laser riporta le zone amorfe allo stato cristallino, consentendo di riscrivere nuovamente il DVD. Molto probabilmente per i materiali a cambiamento di fase si profila una lunga carriera nel settore della memorizzazione elettronica, con le memorie a cambiamento di fase. In queste memorie, il cambiamento di fase non si produce con un procedimento ottico, ma per via elettronica. Brevi impulsi di corrente rendono il materiale amorfo con un'elevata resistenza elettrica; impulsi più lunghi lo riportano allo stato cristallino con una resistenza bassa. Per la lettura delle informazioni ci si basa sulla resistenza degli elementi di memoria. Con la Phase Change RAM si dovrebbe poter raggiungere densità di memorizzazione che consentono di archiviare su una superficie della dimensione di un francobollo un intero terabit, che rappresenta dieci ore di dati video non compressi di ottima qualità.