EFFETTI DEL NUCLEARE

 

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Quando le radiazioni ionizzanti, quindi molto energetiche, interagiscono con i tessuti viventi, trasferendo la loro energia alle molecole che costituiscono le strutture cellulari, le funzioni della cellula possono essere temporaneamente o permanentemente danneggiate, oppure la cellula può essere completamente distrutta. La gravità del danno dipende dal tipo e dalla dose di radiazione, dalla velocità a cui la dose è stata assorbita e dalla sensibilità alle radiazioni del tessuto interessato. Gli effetti sono gli stessi sia che la fonte radioattiva sia posta all'esterno che all'interno del corpo.

Benché gli effetti delle radiazioni ionizzanti siano cumulativi, una dose elevata di radiazioni, emessa rapidamente, può a volte differire, nei danni prodotti, da una stessa dose, liberata lentamente. L'esposizione prolungata è, infatti, meglio tollerata poiché alcuni dei danni possono essere riparati da appositi sistemi cellulari, quando l'esposizione è ancora in corso. Se la dose è, tuttavia, sufficiente a provocare effetti clinici gravi, la riparazione può in ogni caso non essere sufficiente. L'esposizione a dosi di radiazioni, insufficienti a causare la distruzione delle cellule, può comunque indurre modificazioni cellulari che possono avere effetti clinici rilevabili solo dopo alcuni anni.

 

Gli effetti di un'esplosione nucleare possono essere diretti o indiretti.

 

Gli effetti diretti sono costituiti da manifestazioni violente e di breve durata di raggio relativamente limitato intorno allo "scoppio", e sono prodotte da radiazioni termiche, onde d'urto e radioattività immediata. Le radiazioni termiche si manifestano immediatamente dopo l'esplosione con una vampata di calore di breve durata, che interessa solo la superficie dei corpi investiti, determinando l'incendio di tutti i combustibili nel raggio di alcuni Km. Sull'organismo umano si determinano ustioni di vario grado.

L'onda d'urto associata all'esplosione corrisponde allo spostamento d'aria provocato dall'esplosione stessa con grande effetto distruttivo per la scarsa resistenza degli edifici alle pressioni orizzontali sulle pareti: l'effetto è analogo a quello di un terremoto e può analogamente a questo, venire registrato da un sismografo. La radioattività immediata si manifesta quasi subito e dura un minuto circa con la massima emissione i energia nei primi secondi. L'emissione di radiazioni dal punto dell'esplosione comprende essenzialmente raggi gamma e neutroni ad alto potere di penetrazione. Si ha distruzione di tutti i tessuti animali e vegetali in un raggio elevato.

 

Gli effetti indiretti sono provocati dalla caduta della radioattività locale, e si manifestano con un ritardo variabile da alcuni minuti ad alcune ore, interessando zone vastissime con effetti secondari che si prolungano anche per settimane. Sono dovuti essenzialmente alla ricaduta radioattiva e all'attività indotta dai neutroni irraggiati sui materiali costituenti il suolo. Non esistono formule per valutare questi effetti; a scopo indicativo è stato valutato che una bomba nucleare di 5 megaton, lanciata su centri abitati, ha un raggio di sovrapressione e di irraggiamento mortale per l'uomo di 3 Km; rovesciamento di fabbricati per un raggio di 4 Km; raggio utile dalla pressione di trascinamento di 6 Km; ustioni di secondo grado su persone esposte a 17 Km. L'estensione dell'effetto di contaminazione pericolosa per caduta radioattiva corrisponde a un area di 20000 mq. 

 

L'energia nucleare è forse l'energia del futuro, ma occorrerà prima risolvere tutti i difficili problemi che essa porta con se. Se essa sarà utilizzata saggiamente, potrà fare ancora di più per l'intera umanità e potrà estendere i suoi benefici su tutto il mondo; se sarà male utilizzata, invece, potrà causare disastri spaventosi, quali la terra non ha mai conosciuto. Sta agli uomini di tutto il mondo decidere come essa deve essere utilizzata.

Per questi motivi oggi oltre all'energia nucleare a al petrolio si utilizzano le cosiddette fonti di energia rinnovabili, quali acqua vento e sole.