LA CASUALITÀ

Analisi del rapporto tra l'uomo e gli eventi

 

Introduzione...
 

 

«In principio era il Caso, e il Caso era presso Dio,

e il Caso era Dio».

 

   Questa citazione, tratta da un romanzo di Luke Rhinehart, condensa in un’unica frase le principali tematiche che il mio lavoro desidera affrontare.
Se in principio era il caso, esso diventa il principio guida di una lunga cascata d’eventi: «per caso» il nostro universo (come i molti universi paralleli ipotizzati dalla fisica) è sbocciato da una fluttuazione del vuoto o, almeno, dall’esplosione di un agglomerato superdenso, portando con sé anche l’idea del tempo;  «casuali» sono le incessanti mutazioni senza scopo che l’evoluzione ha operato (come un orologiaio cieco) per selezionare le specie più adatte nel rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente; e la «casualità» sovrintende ai tanti microeventi che condizionano la nostra esperienza individuale, come infiniti «sentieri che si biforcano».

   Immerso in questa tirannia dell’aleatorio, l’uomo può reagire soprattutto in due modi. Può affidarsi ad una prospettiva – quella religiosa – che inquadra il caso come una limitazione del nostro sguardo, incapace (secondo sant’Agostino)  di cogliere le regole e l’armonia del paesaggio cosmico; prospettiva, com’è noto, insita anche in certe implicazioni della scienza (il famoso «Dio non gioca a dadi» di Einstein). Oppure – più modestamente – può affidarsi alla statistica, sola strategia per venire a patti col caso e rendere l’incertezza più certa.
La riconduzione del caso al divino nel mondo antico ha prodotto una lunga serie di sopraffazioni arbitrarie, talvolta ai dadi venivano affidate la giustizia o la distribuzione della terra (come testimonia la Bibbia). Ed anche dopo la sconfessione di tale pratica da parte del cristianesimo, la concezione oracolare del caso ha continuato a produrre orrori.
Del resto la statistica nasce come «effetto collaterale» delle scommesse nelle bettole settecentesche, mentre oggi fornisce contributi decisivi alla società umana (come accade nella ricerca clinica).
   L’unica domanda inevasa nel mio percorso, esclusi i meccanismi attraverso i quali ha avuto origine la vita, è quella sull’ostinazione con cui l’uomo sfida certe leggi fino al masochismo. Tale concetto è esplicitato nella prima sezione del mio lavoro.

Essa comprende un’analisi del panorama socio culturale del XIX e XX secolo, influenzato dalla concezione aleatoria della realtà che permeava numerosi ambienti letterari ed artistici, nei quali furono immortalati numerosi aspetti del tempo, dalle scelte quotidiane alla più complessa dicotomia tra vita e morte.
   Il concetto stesso di vita introduce al secondo capitolo dove, attraverso due situazioni concrete (il processo “tre alfa” e la teoria “metabolica”), sono esposti tutti gl’innumerevoli ed improbabili eventi che hanno condotto dalla materia inanimata alla civiltà umana. Queste considerazioni introducono al dibattito secolare, tra teologi e scienziati, che tenta di comprendere se l’origine dell’universo e la seguente comparsa della vita siano frutto di un progetto divino o di un caso fortuito.
Sebbene l’esito di questa disquisizione rimanga indefinito, la presenza della casualità nell’esperienza giornaliera è indiscutibile, l’uomo, quindi, necessita di un mezzo efficace per standardizzare l’intrico degli avvenimenti. Tale mezzo è rappresentato dalla statistica ed analizzato nel terzo capitolo dove, oltre a descrivere il panorama storico che vide la nascita di questa nuova scienza matematica, sono elencate le più importanti  concezioni della “teoria delle probabilità”. Questo principio possiede quattro accezioni: la prima, ovvero “concezione classica”, è il principale oggetto della mia analisi e critica, alle quali seguiranno due applicazioni concrete della teoria stessa.
L’ultimo passaggio della mia esposizione consiste nella simulazione ( grazie al linguaggio di programmazione C++) del lancio di due dadi, finalizzata a dimostrare l’accuratezza della concezione statistica, attraverso il confronto tra probabilità frequentistica e probabilità classica.

"Torna al menu"...