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Marinetti

vita
prime opere pensiero
vita
Nato a Alessandria
[Egitto] nel 1876 da genitori lombardi, trascorse la giovinezza a Paris dove
pubblicò le prime opere. Si trasferì in Italia. Nel 1919 divenne accademico
d'Italia e sposa Benedetta Cappa (lei ha 21 anni, lui ne ha 43), da cui avrà
tre figli tutti battezzati nel convento più esclusivo di Roma. Durante il
fascismo sostenne la dittatura, ricevendone onori e cariche ufficiali, ma
continuando la sua attività di polemista e divulgatore del verbo futurista;
durante la guerra seguì il fascismo della Repubblica di Salò, anche se si
adoperò per proteggere alcuni intellettuali anti-fascisti. Morì a Como nel
dicembre 1944, in un modesto albergo ospite dell'ambasciatore giapponese Hidaka
mentre attendeva il visto per l'espatrio in Svizzera.

Le prime opere sono
scritte in francese: I vecchi marinai (Les vieux marins, 1897), La conquista
delle stelle (La conquête des étoiles, 1902), Distruzione (Destruction, 1904),
Il re Baldoria (Le roi Bombance, 1905) che è una satira contro la democrazia.
Nel 1909 e nel 1910 sono i due Manifesti del futurismo. Le applicazioni più
dirette del programma futurista sono il romanzo Mafarka il futurista (1910), e
in poesia Zang Tumb Tum. Adrianopoli, ottobre 1912 (1914) descrizione
fonosimbolica di un episodio della guerra d'Africa. Marinetti ispirò e redasse
poi altri manifesti: Teatro di varietà (1912), Teatro sintetico (1915), Guerra
come sola igiene del mondo (1915). Il suo bellicismo e nazionalismo lo portarono
a esaltare l'invasione della Libia con La battaglia di Tripoli (1912).
pensiero
Marinetti fu un
teorico e un organizzatore della cultura. Si occupò di generi che gli artisti
contemporanei snobbavano: pubblicità, editoria, danza, musica, varietà, radio,
cinema, cucina (celebre la sua campagna contro la pastasciutta), sport, moda
(femminile: contro la moda della donna languorosa ma anche contro i capelli alla
garçon). Appassaionato di fisica, chimica, astraonomia - ma anche superstizioso
(per cui l'11 è il suo numero portafortuna: 11 sono gli articoli dei suoi
Manifesti, pubblicati tutti l'11). Sensibile ai nuovi rapporti con il pubblico e
con i nuovi mass-media, le sue cose migliori sono proprio nei 'manifesti', con
la sua lucida, inventiva e aggressiva scrittura: grazie a lui divennero veri
generi letterari.
Ottenne buoni risultati nella produzione giovanile, legato nonostante tutto a
una poetica simbolista. Ma anche in opere più tarde si mostrò capace di
recepire e manipolare influssi diversi. Spagna veloce e toro surrealista (1931)
è un divertimento letterario che riprende la 'scrittura automatica' dei
surrealisti. Interessanti anche i testi autobiografici La grande Milano
tradizionale e futurista , e Una sensibi lità italiana in Egitto , pubblicati
postumi nel 1969, in cui riecheggiano toni liberty. Il romanzo Gli indomabili
(1922) e Il fascino dell'Egitto (1933) non sono estranei all'influsso della «Ronda»
e della prosa d'arte.
Tra
i testi minori sono anche alcune traduzioni. Indicativa quella da Tacitus,
precisamente il breve "La Germania", del 1928: Marinetti si accosta al
testo tacitusiano in una sosta del lavoro letterario e ufficiale: afferma che «Tacito
maestro di concisione, sintesi e intensificazione verbale, è lo scrittore
latino più futurista e molto più futurista dei maggiori scrittori moderni»,
ma dice anche che «la visione imperiale della Germania fissata da Tacito è
tuttora politicamente istruttiva e ammonitrice»: il clima culturale è ormai
tipicamente fascista.
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