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bibliografia

 

 

fisica

relatività

velocità della luce

 

 

 

 

 

A.Einstein, con la "Teoria della relatività", induce a considerare la realtà in cui viviamo, e che i fisici devono studiare, come uno spazio a quattro dimensioni, dove la quarta dimensione è costituita dal tempo ; e le quattro dimensioni non possono essere considerate separatamente.
In generale, con il concetto di "movimento" si intende il movimento di qualcosa rispetto ad un’altra cosa, presa come punto di riferimento; quest’ultima può, però, essere in movimento a sua volta. Lo spazio e il tempo sono relativi perché dipendono dal movimento del sistema di coordinate utilizzato (Teoria della relatività ristretta) ; dipendono, inoltre, dalla presenza e dai valori dei campi gravitazionali che influenzano il sistema di coordinate (Teoria della relatività generalizzata).

Queste teorie mettono in crisi un presupposto fondamentale della scienza : che esperimenti in condizioni identiche portino a risultati identici. Non possiamo, infatti, considerare uniformi e costanti lo spazio e il tempo, ed un esperimento è precisamente localizzato nelle sue coordinate spazio-temporali. Ciò fa vacillare, a livello epistemologico, l’idea di una scienza che scopre leggi eterne, evidenziandone invece la dipendenza dalla storia del mondo fisico e, ad un secondo livello di riflessione, dalla storia della scienza. Viene così negata la acritica assunzione di teorie e risultati passati, che aveva permesso la continua accumulazione delle scoperte scientifiche.
a
escher-relatività.

Einstein  è convinto della necessità ed inseparabilità della teoria astratta, da una parte, e della verifica empirica dall’altra ; ma, alla stregua di Heisemberg , egli considera la realtà fisica dipendente dall’osservatore, perché i nostri sensi sono indiretti e necessitano della speculazione (soprattutto per considerare scale micro e macroscopiche). Le concezioni del "reale fisico" non sono mai definitive ; la storia della fisica ne mostra, anzi, cambiamenti talvolta rivoluzionari ; i concetti e i principi che costituiscono il fondamento assiomatico della fisica sono, in ultima istanza, creazioni libere (fittizie!) dello spirito umano, non derivabili a priori né dalla natura di tal spirito umano né dall’esperienza.

Questi cambiamenti del metodo e dei presupposti della fisica hanno avuto ripercussioni sul metodo e sui presupposti di altre discipline e, soprattutto, sulla concezione sociale della scienza in generale, oltre che nel dibattito epistemologico contemporaneo.

 

 

 

 

 

velocità della luce

come unità di misura delle velocità e l'orologio cosmico

Poiché constatiamo sperimentalmente che la velocità della luce "c" è una costante nell'universo ed è indipendente dal sistema di riferimento stesso, essa si presta bene ad essere presa come unità di riferimento dimensionale delle velocità e come campione di unità per la misura delle stesse.

VANTAGGI:

·             La luce si comporta sia come onda che come materia (fotoni) e quindi si presta ottimamente, in ogni circostanza, per descrivere e misurare la velocità di qualsiasi corpo e di qualsiasi evento, secondo entrambe le esigenze di espressione, quantistica od ondulatoria.

·             Il  campione di unità di misura delle velocità "c", è l'unico campione di unità di misura che non debba essere costruito artificialmente e depositato fra i campioni registrati aventi valore ufficiale ed internazionale, essendo una grandezza costante ed invariante già facilmente disponibile in natura, nella sua esattezza originale, ovunque vi sia della luce a disposizione.

·             Utilizzando la velocità della luce "c" come campione indipendente di unità di misura delle velocità, non dobbiamo preoccuparci della esistenza o meno del "tempo" e conseguentemente possiamo evitare di definire l'unità di tempo "t" ai fini della misurazione stessa delle velocità, in quanto la velocità "c" ha la proprietà di non dover essere ottenuta a partire dalle unità di spazio e di tempo secondo la formula V=S/T, ma essa è una grandezza fisica naturale indipendente, costante ed invariante in qualsiasi punto dell'universo, per effetto della quale la misura di un qualsiasi valore della velocità del moto di un corpo, viene ricavata  mediante il raffronto diretto con il campione "c" e calcolata direttamente come sua frazione, senza interposizione di alcuna relazione con altre unità di misura.

·             Utilizzando la velocità della luce "c" come campione indipendente di unità di misura delle velocità, è possibile ricavare una unità campione della misura del tempo, indipendente dalla velocità a cui viaggia il campione di tempo stesso e di quella del suo sistema di riferimento.
E' così possibile costruire un orologio cosmico, che misuri costantemente lo stesso tempo (cioè ne dilatato, ne contratto) in qualsiasi punto dell'universo noto, anche quando sia collocato su un qualsiasi sistema di riferimento dotato di qualsivoglia velocità, anche uguale a "c", rispetto a qualunque altro sistema a sua volta in movimento ed a sua volta anche viaggiante a qualunque velocità.

SVANTAGGI: Nessuno che mi sia noto.

 

CONSIDERAZIONI.

Possiamo definire una frazione opportuna di "c" adatta per le velocità a misura d' uomo e corrispondente alla velocità' media con cui una persona adulta procede camminando normalmente (espressa in maniera tradizionale, equivale alla velocità di un metro al secondo ovvero di 3.6 Km/h).
Prendiamo concretamente un raggio di luce R (ad esempio un raggio laser) e chiamiamo "METROLUX"  l'unità di misura delle velocità e dei tempi così definita:
1 metrolux (1mx) = velocità di R / 300milioni