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fisica
A.Einstein, con la "Teoria
della relatività", induce a considerare la realtà in cui
viviamo, e che i fisici devono studiare, come uno spazio a quattro dimensioni,
dove la quarta dimensione è costituita dal tempo ; e le quattro dimensioni
non possono essere considerate separatamente. Einstein è convinto della necessità ed
inseparabilità della teoria astratta, da una parte, e della verifica empirica
dall’altra ; ma, alla stregua di Heisemberg , egli considera la realtà
fisica dipendente dall’osservatore, perché i nostri sensi sono
indiretti e necessitano della speculazione (soprattutto per considerare scale
micro e macroscopiche). Le concezioni del "reale fisico" non sono mai
definitive ; la storia della fisica ne mostra, anzi, cambiamenti talvolta
rivoluzionari ; i concetti e i principi che costituiscono il fondamento
assiomatico della fisica sono, in ultima istanza, creazioni libere (fittizie!)
dello spirito umano, non derivabili a priori né dalla natura di tal spirito
umano né dall’esperienza.
come
unità di misura delle velocità e l'orologio cosmico
Poiché
constatiamo sperimentalmente che la velocità della luce "c"
è una costante nell'universo ed è indipendente dal sistema di riferimento
stesso, essa si presta bene ad essere presa come unità di riferimento
dimensionale delle velocità e come campione di unità per la misura delle
stesse.
VANTAGGI:
·
La luce si comporta sia come onda che come materia (fotoni) e quindi si presta
ottimamente, in ogni circostanza, per descrivere e misurare la velocità di
qualsiasi corpo e di qualsiasi evento, secondo entrambe le esigenze di
espressione, quantistica od ondulatoria.
·
Il campione di unità di misura delle velocità "c",
è l'unico campione di unità di misura che non debba essere costruito
artificialmente e depositato fra i campioni registrati aventi valore ufficiale
ed internazionale, essendo una grandezza costante ed invariante
già facilmente disponibile in natura, nella sua esattezza originale, ovunque vi
sia della luce a disposizione.
·
Utilizzando la velocità della luce "c" come campione
indipendente di unità di misura delle velocità, non dobbiamo preoccuparci
della esistenza o meno del "tempo" e conseguentemente possiamo evitare
di definire l'unità di tempo "t" ai fini della
misurazione stessa delle velocità, in quanto la velocità "c"
ha la proprietà di non dover essere ottenuta a partire dalle unità di spazio e
di tempo secondo la formula V=S/T, ma essa è una grandezza fisica
naturale indipendente, costante ed invariante in qualsiasi punto
dell'universo, per effetto della quale la misura di un qualsiasi valore della
velocità del moto di un corpo, viene ricavata mediante il raffronto
diretto con il campione "c" e calcolata direttamente
come sua frazione, senza interposizione di alcuna relazione con altre unità di
misura.
·
Utilizzando la velocità della luce "c" come campione
indipendente di unità di misura delle velocità, è possibile ricavare una unità
campione della misura del tempo, indipendente dalla velocità a cui viaggia il
campione di tempo stesso e di quella del suo sistema di riferimento.
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