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auto
Per molti
secoli il trasporto su strada era stato assicurato dai carri e dalle carrozze
trainate dai cavalli. Solo verso il 1830, con la comparsa dei primi motori a
vapore, nasce l'idea di costruire un automobile, un veicolo capace di muoversi
con mezzi propri. In pratica il nuovo motore, già
sperimentato con successo sulle locomotive ferroviarie, veniva montato su una
carrozza dove metteva in movimento le ruote anteriori o posteriori. Ma questo
motore provocava troppi problemi, per metterlo in moto bisognava accendere il
carbone nel focolare e aspettare che l'acqua bollisse nella caldaia; poi
bisognava regolare l'afflusso del vapore nel cilindro, e manovrare un veicolo
molto pesante. La soluzione andava cercata in un motore nuovo, piccolo e
potente, che riunisse al suo interno il gruppo focolare- caldaia cilindro. Il
primo motore funzionante a "benzina" fu brevettato dal tedesco
Gottlieb Daimler nel 1885. A differenza dei motori precedenti, utilizzava un
carburante "liquido" e quindi aveva un nuovo congegno: il carburatore.
Daimler, più che alle automobili, era interessato ai motori: li istallò sui
tram, sui battelli e anche sui primi dirigibili. Naturalmente sapeva benissimo
che il suo motore poteva muovere un veicolo stradale; tuttavia lo considerava
come un "accessorio" che chiunque poteva acquistare e montare sulla
carrozza di famiglia, per fare a meno dei cavalli egli stesso dimostrò questa
possibilità nel 1887, adattando un motore sotto il sedile della propria
carrozza. Il padre dell'automobile può essere considerato il tedesco Karl Benz.
Fabbricante di motori a gas, aveva come obiettivo principale quello di costruire
un veicolo vero, a propulsione autonoma. Nel 1885 costruì un triciclo in
tubolari metallici più robusto di quelli a pedali che già circolavano; lo
equipaggiò col suo motore a un solo cilindro raffreddato ad acqua, che
sviluppava quasi 1 CV. Otto anni più tardi realizzò una vetturetta a quattro
ruote con trasmissione a catena a due velocità, che fu venduta in centinaia di
esemplari prima della fine del secolo. Ai primi del novecento esistevano già in
Europa molte case automobilistiche, che producevano artigianalmente il nuovo
"giocattolo di lusso" riservato ai ricchi gentiluomini: la Fiat (dal
1899), la Bugatti (dal 1901), la Lancia (dal 1906), l'Alfa (dal 1910), per
restare alle marche italiane. Henry Ford aveva realizzato la sua prima
automobile nel 1896. Nel 1903 fondò la Ford Motor, dove fu studiato un modello
perfezionato composto di pezzi standardizzati, che dovevano essere montati
secondo tempi e procedimenti studiati in modo scientifico. L’auto
ha creato condizioni di vita totalmente nuove (ma non sempre positive) per
milioni di persone: con essa si è raggiunta la motorizzazione individuale,
dando a ciascuno la possibilità di spostarsi da un luogo all’altro senza
problemi né d’orario né di percorsi prestabiliti. Con l’auto si è anche
avuto un forte sviluppo industriale, basti pensare a quante persone trovano
direttamente o indirettamente lavoro nell’industria automobilistica. Ora però
l’auto è sotto accusa: viene indicata come la principale causa
dell’inquinamento atmosferico delle città; è ritenuta la responsabile dello
spreco energetico, è causa di migliaia di morti sulle strade, comporta
individualmente ed alla comunità un costo economico eccessivo (carburante,
manutenzioni, parcheggi urbani, spese assicurative, spese ecc.). In conclusione,
più che il mezzo in sé viene messo in discussione l'uso che se ne fa. Inoltre
si cercano altre alternative al motore a scoppio ed anche al suo carburante. In
Brasile, per esempio, già da qualche anno si riforniscono le auto con una
miscela di benzina (80%) ed etanolo (20%) che è ricavato dalla canna da
zucchero. L'auto ibrida è la prima nella storia
dell'automobile che va sia a benzina che a elettricità. Si pensa che se
ogni americano ne guidasse una, si risparmierebbero 1,6 miliardi di barili di
petrolio all'anno; più di tutte le importazioni dal medio Oriente. Questa
macchina non ha bisogno di ricaricare la batteria visto che quando va a benzina
o frena, questo grazie al freno rigenerativo che incamera l'energia prodotta dai
freni a disco. Ne esistono solamente due modelli anche se molto costosi, questi
sono la Honda Insight e la Toyota Prius che prima dell'11 febbraio la loro
produzione era altissima mentre dopo è scesa praticamente del 50%. Gli esperti
dicono che il successo dell'auto ibrida è solo per il fatto che va di moda.
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