Vita del monastero e architettura

 

 La fondazione di un’abbazia, era stabilita da uno statuto del 1134, dalla regola di S. Benedetto. Esso stabiliva che: “Nessun cenobio deve essere costruito nelle città, nei castelli o nei villaggi. Le fondazioni più propizie allo sviluppo in genere sorgono in pianura, vallate al riparo dai venti, sempre presso un ruscello o un fiume, così che tutto il necessario, cioè l’acqua, il mulino, l’orto, le officine e i vari lavori artigianali possano trovar posto entro le mura del monastero”.

I monaci crearono un movimento economico che incise fortemente sulla civiltà del Medioevo. Spinti dalla fede i monaci del Medioevo, ebbero il merito di bonificare vasti spazi e terreni, continuarono la coltivazione della vigna, progredirono nella tecnica della forgiatura dei metalli, in relazione alla presenza dei mulini nei loro monasteri, crearono una vasta rete di strade, di ponti, di locande, di ospedali, ecc.

Grazie a queste opere, la cultura monastica cistercense, aveva creato una “architettura della natura” stabilendo un armonico equilibrio tra la configurazione degli edifici monastici e l’ambiente naturale circostante.

 

 

 

MORIMONDO, Refettorio dei monaci.

 

La vasta sala conserva un artistico caminetto costruito nel Seicengto dall'abate Antonio Libanorio, "abate e Conte di Morimondo", il cui stemma - il pastorale incrociato dalla spada - si ammira ancora sopra il caminetto.

La disposizione della pianta cistercense si differenzia da quella dei benedettini.

I luoghi regolari (il refettorio, il dormitorio, i locali della foresteria e della portineria), sono quelli raggruppati intorno al chiostro che è generalmente quadrato, ed è considerato il cuore del monastero, perché è il centro della vita dei monaci, così come lo è della disposizione dei vari ambienti dell’abbazia stessa.

Dal chiostro si accede:

Al mandatum, dove ogni sabato si svolgeva la lavanda dei piedi dei monaci, che si rifà al gesto di Cristo prima dell’Ultima Cena

Alla sala capitolare, un ambiente quadrato o rettangolare, suddiviso in spazi uguali da uno o più pilastri. In questa sala la comunità prende le decisioni più importanti e poi con voto segreto elegge il proprio abate, ammette gli aspiranti al noviziato e alla vestizione e i novizi alla professione religiosa e poi rende l’estremo saluto ai monaci defunti prima della sepoltura

Al locutorium (o parlatorio), specie di corridoio adibito a vari usi

Alla sala dei monaci sala scandita da una serie di colonne che suddividono lo spazio in modo modulare con particolare rigore geometrico. In questa sala i monaci svolgevano lavori che non potevano essere compiuti all’esterno, come la trascrizione dei  manoscritti, infatti era denominata scriptorium

Al dormitorio dei monaci, al quale si accedeva sia dal transetto destro della chiesa, sia dal chiostro. Si trattava di una grande sala rettangolare che poteva ospitare tutti i monaci

Al calefactorium, ambiente riscaldato munito di un grande camino

Al refettorio, luogo dove i monaci prendevano il pasto in comune;

Alla cucina, generalmente di forma quadrata o rettangolare e di dimensioni modeste, non era consentito l’accesso a nessuno, eccetto che ai cucinieri designati a turno dall’abate. Il camino poteva essere addossato ad una parete, oppure collocato al centro.

pianta Abbazia

Morimondo, Piantina dell'abbazia 

 

 

Descrizione dell'abbazia

 

A: Chiesa

B: Sacrestia: luogo ove vengono conservati gli arredi sacri e vestibolo

     dei monaci per la vestizione dei paramenti per le funzioni sacre.

C: Armarium (ora distrutto), piccola biblioteca situata ai lati del chiostro.

D: Sala Capitolare - sala di riunione dei monaci, riservata all'ascolto di

     trattati rilevati dal "capitolo" (legge benedettina) della regola e dove

     vengono trattate le questioni riguardanti la comuntà.

E: Locutorium

F: Sala dei monaci (riadattata nel '600 - '700)

G: Calefatctorium (distrutto nel '600 per creare uno scalone) 

     o sala del camino, unico locale riscaldato del monastero.

H: Refectorium o refettorio (risistemato nel '600 - '700)

I: Cucina dei monaci

L: Lato ovest: dispensarium - refettorio dei conversi (riadattato nel '700).

     Dispensarium: a volte adibito a parlatorio dei conversi.

H: Ambulacro

 

Il progetto dell’abbazia rispondeva all’esigenza della funzionalità: esso doveva necessariamente comprendere un certo numero di edifici la cui disposizione era predeterminata non solo dal materiale di base, dalla natura del terreno, ma soprattutto dalle esigenze della vita comunitaria, dagli imperativi della spiritualità, dalla necessità della liturgia e dall’esigenza di costituire quasi un insediamento. Per questo un’abbazia poteva comprendere diversi laboratori, come ad esempio la panetteria, la lavorazione del formaggio o del vino,…ecc.

L’origine di tanta qualità architettonica sta proprio nella finalità di esprimere il sacro e di considerare l’architettura come espressione di una visione del mondo elaborata attraverso la fede.

La chiesa, costruita sulla parte più elevata del terreno, era generalmente in forma di croce latina, con una zona sacra sollevata con gradini di basse dimensioni.

Nei bracci del transetto si aprono le cappelle, duo o tre per parte, per le messe personali dei padri ordinati sacerdoti.

Gli stalli del coro dei monaci si frapponevano tra i pilastri situati tra la navata centrale e le navate laterali.

La chiesa era frequentata dai soli monaci, poiché la Regola di San Benedetto richiedeva che i monasteri fossero costruiti nella solitudine. Per questo motivo le chiese cistercensi non avevano quasi mai portali, ma una piccola porta sul fianco.

Nel braccio del transetto dalla parte del chiostro vi è la sacrestia, usata solo in occasione delle messe cantate celebrate all’altar maggiore. Sullo stesso braccio del transetto vi era la scala che conduceva al dormitorio, posto al primo piano. All’estremità dell’altro braccio del transetto vi era la porta che conduceva al cimitero dei religiosi.

All’incrocio tra il transetto e la navata centrale si eleva un innalzamento per le campane, il tiburio.

 La vita del religioso, i meccanismi di decisione, sistemi di elezione, diritti e doveri, sono tutti previsti e definiti nella Regola di San Benedetto.

Nel 1115, Stefano Harding, fondò a Cîteaux la prima assemblea soprannazionale europea: il capitolo generale chiamato “Parlamentum”. Esso è adibito a legiferare, a modificare, interpretare, abrogare e semplificare la legislazione.

pianta a croce

Chiesa, piantina tipo