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Storia del monumento
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Coronate oggi è una piccola frazione di alcune decine di abitanti, che sorge a fianco della strada Abbiategrasso-Motta Visconti. Coronate rientrava nel sistema difensivo dei Longobardi che volevano assicurarsi i confini e, soprattutto l'uso del Ticino che costituiva il confine naturale del ducato di Pavia. Nel 1134 quando arrivarono i monaci cistercensi il regno dei Longobardi era finito da quasi cinquecento anni, però iniziarono a formarsi le prime fondazioni cistercensi come Morimondo e Chiaravalle. I cistercensi di Coronate trovarono ospitalità presso i nobili della famiglia dei Da Besate, finché il 13 novembre 1136 si trasferirono a Faruciola (la quale è distante soltanto un chilometro da Coronate) dove più tardi sarà edificato il monastero e la chiesa che ancora oggi ammiriamo. Coronate era stata ribattezzata dai monaci col nome di "Morimondo", in ricordo dell'abbazia madre da cui venivano, il nome viene trasportato anche nella sede definitiva, chiamata "Morimondo Nuovo" per distinguerla dalla prima. Il motivo di questo passaggio può essere stato determinato da ragioni strategiche per difendersi meglio, poiché Faruciola presentava un punto di difesa più sicuro e stabile o per sottrarsi alle vessazioni dei pavesi. Il luogo dove ora sorge il monastero e la chiesa di Morimondo nei documenti del 1136 veniva chiamato sempre Faruciola. I "Da Besate" i quali avevano offerto ospitalità ai monaci erano una potente casa longobarda. In antichità Besate doveva avere una grande importanza politica e militare. Altri parenti dei "Da Besate" erano gli Avogradi o gli Avvocati di Rosate. Gli "Advocati" erano i giuristi al servizio delle chiese, poiché il sistema beneficiario diffusosi in Italia nei secoli XI-XIII determinò una profonda trasformazione in tutti gli ordinamenti politici e sociali e fece sentire i suoi effetti anche sugli uffici che le leggi e le consuetudini avevano creato al servizio degli ecclesiastici. Vescovi e monasteri avevano il proprio "advocatus" che in premio delle loro fatiche ricevevano un bene fisso (detto feudo de advocatia). I monaci morimondesi avevano bisogno di una vasta estensione di terreno per realizzare il loro programma di bonifica nella valle del Ticino, che servisse alle necessarie spese per la costruzione del monastero e della chiesa, per il sostentamento della comunità e per le opere di carità e beneficenza di cui i monasteri di tutti i tempi, ma specialmente nel medioevo, si facevano promotori. Assistiamo a uno di quei fenomeni che oggi a noi, appare sconcertante: l'immensa ricchezza accumulata dalle chiese locali e dagli istituti religiosi, fu la causa della loro potenza prima e insieme della loro rovina poi; non era forse perfettamente in tono con la povertà da loro professata, però per intendere questo fatto bisogna inquadrarlo nell'epoca storica e nelle esigenze di quel tempo. I beni venivano dati al monastero con delle donazioni spontanee e dovevano servire al sostentamento dei poveri. Arrivati a Morimondo i monaci cominciarono un programma di lenta penetrazione per assicurarsi il possesso di più terreno possibile, infatti, il territorio intorno a Coronate era frazionato e diviso in proprietà che attraverso donazioni e stipulazioni di contratti andò nelle mani dei monaci. Il loro primo obbiettivo era l'acquisto dei terreni intorno al monastero. Nella metà del XIII secolo tempo del massimo splendore del monastero, la proprietà terriera era ancora aumentata e raggiungeva i 3200 ettari. Il monastero era diventato ricchissimo superando molte difficoltà create dal prevosto di Rosate, il quale pensò di intervenire per far valere i suoi diritti, infatti, dopo varie trattative si arrivò ad un accordo. Il monastero di Morimondo divenne uno dei monasteri più importanti. |
Morimondo, Chiesa abbaziale, fianco
nord con triburio e orologio
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