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di elevazione e di preghiera
La
Chiesa è stata definita il "capolavoro" di Morimondo. Fra tutte le
opere che ci rimangono dei monaci di Morimondo è questa la più notevole e la
più ammirata da quanti vogliono ancora vedere ciò che di bello e di artistico
ha saputo creare il genio e la fede dell’uomo. Il merito dei monaci
cistercensi nella Bassa milanese consiste nell’aver creato sulle rive del
Ticino un’opera di bonifica, di dissodamento, di coltura e di irrigazione che
ancora oggi rimane e che fa di quelle terre le più fertili d’Europa. Chi oggi vi entra è subito dominato da una visione di grandezza insolita e di pacata imponenza che la circonda. Una sapiente armonia degli spazi caratterizza tutto l’edificio, una grandiosità che non opprime, una solennità che non stanca, una uniformità che eleva. La Chiesa appare immensa ma non disgiunta da eleganza per la misurata proporzione di tutte le parti. I bianchi capitelli di pietra che spuntano in cima alle colonne rotonde di cotto o gli spazi di intonaco bianco intercalati sul rosso del cotto le danno un senso di leggerezza e di slancio che a prima vista non parrebbe.
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