Lo scriptorium e la manifattura dei libri

 

Dopo le distruzioni della prima età longobarda cominciò un’opera di ricostruzione del monachesimo. È in questo periodo che si formano e si consolidano gli ambienti tipici del lavoro monastico come lo scriptorium e la biblioteca.

Lo scriptorium era un ampio locale, dove i monaci educati all’arte dello scrivere lavoravano.

Nacque di conseguenza una scuola scriptoria per la trascrizione omogenea, rigorosa ed unitaria dei manoscritti.

La manifattura dei libri avveniva con una serie di operazioni, che comprendevano la preparazione della pergamena, tratta dalle pelli di vitelli, che venivano successivamente trattate.

Si passava poi alla confezione dei fascicoli; i volumi erano costruiti da più quaderni. All’interno si disponeva uniformemente il lato-pelo e il lato-carne della pergamena.

Il libro veniva passato poi al copista che aveva il compito di trascrivere il testo, omettendo le iniziali dei capitoli che, venivano realizzate poi dal rubricator in inchiostro colorato.

La scrittura veniva eseguita con il calamo e poteva essere opera di un singolo copista o di alcuni che lavoravano insieme. I tempi complessivi della scrittura poteva variare.

Le numerose produzioni di libri generavano la biblioteca. Essa era uno spazio nel quale si conservavano i manoscritti.

Nel XII secolo si verificò la separazione anche architettonica dello scriptorium e della biblioteca. La biblioteca cistercense conteneva solo libri liturgici e libri necessari alla lettura dei monaci.

I testi prodotti dai monaci cistercensi, fino al tardo medioevo contenevano relative parti decorate o illustrate, ma dal XII secolo iniziò un periodo d’oro per l’illustrazione.

I primi manoscritti decorati furono la Bibbia di Stefano Harding e i Moralia di Job. I miniatori di Citeaux trasformarono la struttura delle lettere in  scene della vita monastica, inoltre la prima generazione di miniatori di Citeaux presentavano ascendenza anglosassone.

Di particolare riguardo sono le produzione di manoscritti di Morimondo. Già nel XII secolo le miniature di questo  scriptorium testimoniano una straordinaria ricchezza decorativa, dalle influenze francesi. I manoscritti venivano prodotti in sede ed i codici presentano una stretta omogeneità di concia della pergamena. Inoltre l'Abbazia doveva avere uno scambio molto vivace con lo scriptorium di sant'Ambrogio. L'attività dello scriptorium di Morimondo, particolarmente intensa nel XII secolo, si affievolì e si concluse sul finire del Duecento.

Esempio di piegatura in quarto, per la realizzazione di un libro

 

 

 

 

 

 

 

 

Arte ottoniana, Scriptorium di Echterach

Codex Aureus di Spira, El Escorial