La disgregazione del potere pubblico nel periodo post-carolingio 

e lo sviluppo della signoria territoriale

 

L'impero carolingio con la morte di Carlo Magno nel 814 entra in una situazione di instabilità in quanto le rivalità fra i capi guerrieri esplosero già durante il regno del suo successore Ludovico il Pio. La guerra che nel 840-843 oppose i suoi figli condusse a una ripartizione dell'impero e alla nascita di 3 diverse dinastie in Francia, in Germania e in Italia.

Questa dissoluzione dell'impero carolingio non si spiegò solo con ragioni di ordine politico ma con motivi socio-economici legati alla stessa organizzazione e struttura dello stato. Ad aggravare la situazione furono l'invasioni provenienti da nord (Vichinghi e Normanni) da est (Ungheresi) e da sud (Saraceni) che attaccarono i regni carolingi; di conseguenza i sovrani carolingi si indebolirono e i poteri pubblici si frantumarono nelle mani dei conti, la cui dipendenza del re diventava sempre meno vincolante. In questo ordine il potere politico finì per essere esercitato soltanto in ambito territoriali ristretti infatti solo nelle marche e nelle contee il signore feudale poteva controllare direttamente gli apparati difensivi. Già nell'877, Carlo il Calvo, nel capitolare di Quierzy aveva concesso ampli privilegi ai vassalli maggiori riconoscendo ufficialmente l'ereditarietà dei feudi più grandi i cui signori, che si erano trasformati in dinasti, avevano acquisito vasti poteri in quanto emanavano le leggi, amministravano la giustizia, fortificavano i villaggi e organizzavano eserciti. La costruzione di castelli e fortezze private da parte di cavalieri e signori laici ed ecclesiastici fu il tratto più caratteristico della nuova società che si stava formando. La dissoluzione dell'autorità centrale fu accentuata in Francia dove i capitolari vennero sostituiti da provvedimenti legislativi locali.

 

Il presupposto della protezione "politica" era la forza militare che si esprimeva con il possesso delle fortezze. La zona protetta dalla fortezza non coincideva però mai con la corte (possesso fondiario, curtis): infatti fondi che facevano parte  economicamente di certi possedimenti fondiari rientravano nelle zone di protezione della fortezza che apparteneva ad un diverso signore e questo perché i fondi signorili raramente erano contigui, mentre la fortezza esercitava la sua protezione sul territorio circostante; così uno stesso fondo aveva due proprietari: 

  • il proprietario del fondo (signore feudale) 

  • il signore della fortezza (signore territoriale) quest'ultimo potere consiste nella prevalenza militare sulla zona e veniva detto Dominatus Loci o signoria di banno, con potere di coercizione. 

Quindi possiamo notare la presenza di 3 poteri signorili: 

  • signore fondiario di natura economica

  • signore di banno (territoriale) 

  • signore personale (quella che legava il servo commendato al signore)

Questa distinzione è in realtà molto sfumata non tanto perché tali poteri potevano essere riuniti in un solo signore ma quanto perché:

  • la dipendenza economica di una famiglia contadina se prolungata aumentava una dipendenza personale (spesso semi-servile)

  • il potere militare e quello fondiario si facevano concorrenza sul territorio e si incrociavano giacché i signori fondiari tendevano ad allargare i propri diritti sui contadini sviluppando i poteri di coercizione.

Così nacquero conflitti che si conclusero per lo più con una ripartizione dei poteri giurisdizionali e delle esazioni "tasse" (es. le multe per le infrazioni più gravi venivano esatte dal signore mentre quelle minori dal proprietario territoriale) che disintegrò ancora di più il potere con finalità pubbliche.

Da quanto detto è chiaro che il vecchio sistema storiografico di una gerarchia feudale stratificata non rispecchia la complicata rete dei poteri negli anni centrali del Medioevo.