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Accanto alla Chiesa, facente corpo unico con essa, troviamo la sacrestia e la parte confinante al chiostro che prendeva il nome di "lectio" o di "lettura", e che si poteva considerare come un’appendice o un prolungamento del coro dei monaci. La sacrestia attuale, con volta a botte e grande finestra centrale, ha subito pochi cambiamenti nel tempo e anche oggi si presenta come un ambiente severo, raccolto e devoto, non eccessivamente vasta in proporzione della Chiesa. La
lectio, a cui si accedeva dalla Chiesa con una scala di pietra trovandosi
essa in un piano più basso al livello del chiostro e della sala capitolare,
conserva le tracce di una cura ed eleganza particolare: antichi affreschi nell’arco
della porta, in parte consunti e in parte cancellati per dar luogo a un grande e
bell’affresco attribuito al Luini o alla sua scuola che rappresenta la Vergine
in trono col Bambino in braccio, circondata a destra da S. Benedetto e a
sinistra da S. Bernardo. L’affresco è stato recentemente staccato dalla
parete originale e collocato all’interno della Chiesa, nella navata destra,
per meglio preservarlo dall’umidità che ne avrebbe potuto col tempo
deteriorare i colori. Tra la sala capitolare e la lectio troviamo l’armarium, o "custodia" dei manoscritti in originale o in copia più preziosi del monastero, pergamene con trascrizioni di libri sacri di opere teologiche, liturgiche, storiche, documenti notarili di contratti, ecc.... una specie di biblioteca o di archivio, il centro culturale o il cervello di tutto il monastero che non mancava mai in nessuna comunità religiosa del medioevo. L’armarium in seguito servì anche come luogo di sepoltura di qualche abate e, più tardi ancora, servì da penitentiarium , ossia da reclusione, o cella di separazione, o addirittura di "prigione" per i monaci colpevoli di qualche irregolarità grave. L’esistenza di tali "prigioni" è accertata e se ne trovano tracce in tutti i monasteri. Nelle
adiacenze della Chiesa sorgeva il cimitero, vicini l’una all’altro
per indicare la comunione dei santi nell’unica comunità di coloro che
credevano in Cristo e nella "corrispondenza di amorosi sensi" che
doveva unire i defunti ai vivi in attesa di ricongiungersi insieme. Non si hanno tracce di tombe nell’interno della Chiesa, dove il pavimento in pietra, che rimane ancora, non porta segni o iscrizioni funebri di nessuna s orta. |
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