L’abbazia di Morimondo, che sorge sulla riva sinistra del Ticino in quella regione chiamata comunemente la Bassa, inizia la sua storia il 10 ottobre 1134. In quel giorno dodici monaci, più un abate, provenienti dall’abbazia cistercense francese di Morimond, approdarono alle rive del Ticino e si installarono provvisoriamente a Colonago, oggi Coronate, per fondare e iniziare un nuovo centro di vita monastica secondo le norme tracciate dal grande Benedetto da Norcia e, soprattutto, da Bernardo di Clairvaux, gloria e quasi secondo fondatore dell’Ordine che prese il nome da CÎteaux ("Cistercium") prima sua culla, e latinamente si chiamò "cistercense".

L’arrivo dei monaci a Coronate era stato preparato. Infatti a norma delle Costituzioni dell’Ordine che risalivano a soli pochi mesi prima della venuta dei monaci ogni nuova fondazione cistercense doveva essere fatta su richiesta di enti ecclesiastici civili o privati che si impegnassero ad assicurare ai monaci un alloggio e la possibilità di lavorare la terra. In un decreto capitolare emanato a CÎteaux nell’estate del 1134 si diceva espressamente: "Dodici monaci, tredici con l’abate, sono mandati alla fondazione di nuove comunità religiose; né vi saranno destinati prima che il luogo non sia provvisto di libri, di abitazione e di altre cose necessarie; tra i libri non manchi per lo meno il messale, la Regola e il libro degli usi. Le case poi siano fornite di oratorio di refettorio, di dormitorio, della cella per gli ospiti e per il portiere perché i monaci vi possano vivere e vi possano osservare la Regola".

D’altra parte le stesse Costituzioni vietavano di fondare nuovi monasteri se non dietro richiesta di vescovi o di altre autorità civili o religiose e non sempre le richieste erano accettate.

Anche la nuova fondazione di Coronate era stata preceduta da una richiesta formale.

Coronate sorgeva nella zona di confine tra le due diocesi di Milano e di Pavia. Le due autorità interessate alla fondazione potevano quindi essere soltanto i vescovi delle rispettive diocesi che con la fondazione e la protezione accordata a un monastero si potevano non soltanto procurare un aiuto spirituale ma anche assicurare un aiuto politico ed economico. Infatti un monastero di monaci nel medioevo rappresentava un valore non inferiore a quello di un castello ben fornito di soldati per la difesa del luogo, dato che in quell’epoca, l’autorità ecclesiastica legata al feudalesimo estendeva largamente i suoi poteri anche nell’ambito politico.

La richiesta non doveva certamente provenire dal vescovo di Pavia che esercitava il suo dominio su parte dei territori di Casorate e di Besate, presso cui aveva già un valido appoggio nel monastero benedettino di San Pietro. Chi aveva interesse a una nuova fondazione nella zona era perciò l’arcivescovo di Milano che in quel tempo era Robaldo d’Alba (1134 – 45), grande amico di San Bernardo. Pochi mesi dopo la sua elezione Robaldo dava l’autorizzazione ai tredici monaci venuti dalla Francia di stabilire una nuova comunità a Coronate.