
VII secolo
VIII secolo
IX secolo
X secolo
XI secolo
XII secolo

da Edward Grant, Le
origini medievali della scienza moderna
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La diffusione della cultura araba al di là dei
Pirenei avvenne per opera di uomini di origine molto diversa, alcuni
nomi: Adelardo di Bath, Platone Tiburtino, Roberto di Chester,
Ermanno di Corinzia, Gerardo da Cremona oltre a studiosi iberici e
ebraici.
Si sa poco della loro vita e dei rapporti fra loro. Non avevano una
sede fissa né un centro
culturale in cui convergessero le loro attività di traduttori.
In un secondo tempo questo centro divenne Toledo. Nessuno di questi
traduttori conosceva l’arabo prima di venire in Spagna, non tutti
lo impararono durante il loro soggiorno, dovettero servirsi di
interpreti, in genere, ebrei convertiti. Vi erano dunque diversi
passaggi linguistici: prima una traduzione dall’arabo in volgare,
quindi in latino. Ciò spiega le imprecisioni di certe traduzioni latine che
spesso erano addirittura ritraduzioni dall’ebraico.
Non dobbiamo credere che ci fosse una scelta consapevole dei
materiali, molto era dovuto al caso, al caso che metteva a
disposizione una massa di materiale varia ed eterogenea.
Non era raro che i testi venissero scelti in base alla lunghezza, che
i trattati venivano spesso evitati perché lunghi e complessi. Dal
momento poi che i traduttori non si frequentavano fra loro, spesso
accadeva che traducessero lo stesso testo che poi girava nelle varie
versioni senza nessun controllo di qualità. Senza contare quante
opere sono andate perdute senza essere state tradotte, perché
lunghe, difficili, linguisticamente complesse.
Nonostante questi limiti,
dobbiamo essere grati ai traduttori perché dalla Spagna ci sono state
trasmesse la filosofia e la
scienza naturale di Aristotele con quei commenti arabi il cui
pensiero trasformò radicalmente la cultura europea del XIII secolo. |