La trasformazione che caratterizzò più profondamente la nuova fase
del medioevo fu la rinascita delle città. Per tutto l’alto
medioevo in occidente, queste avevano perso ogni funzione, si erano
spopolate.
A
partire dall’XI secolo si fondano nuovi centri, si costruiscono
nuove cinte murarie per contenere l’aumento della popolazione. I
fattori che influirono positivamente furono:
Tornarono in città
signori e nobili feudali, piccoli e medi proprietari, servi
fuggitivi, artigiani di villaggi.
La città si offre come
luogo di afflusso, scambio ed esportazione di prodotti del commercio
a lunga distanza, le spezie, il pepe, i metalli preziosi provenienti
dall’Oriente, sete dalla Cina. Le città marinare Italiane furono
poli e terminali di queste rotte commerciali.
I prodotti europei
tuttavia andarono ad incrementare il flusso di merci che si rendeva
disponibile nelle città, soprattutto la lana delle Fiandre e della
Lombardia, il ferro della Germania, la carta di Fabriano.
La ricomparsa del mercato
e dello scambio portò una ripresa della circolazione monetaria che
rimase limitata per tutto l’alto
medioevo, dei beni si conosceva il prezzo in unità monetaria, ma
il loro scambio avveniva su piccole distanze nella forma del baratto.
La ripresa della circolazione monetaria avvenne grazie alla
svalutazione della moneta d’argento che diventò così strumento
per piccoli pagamenti. Per accedere invece ai beni dei mercati
internazionali si continuò ad usare le monete d’oro bizantine.