Lo scontro tra l’Impero e il Papato, che si riaccese
violento nel XII e XIII secolo, fu reso più complicato dall’ascesa dei Comuni italiani che lottavano
contro l’Impero per la difesa della propria economia.
Con l’avvento della Casa di Svevia sul
trono di Germania, ci fu un periodo di conflitti che può essere
suddiviso in tre fasi
PRIMA FASE: XII
SECOLO
Federico I, scese in Italia con tre
obiettivi:
Riuscì solo, ricorrendo alla diplomazia,
e cioè al matrimonio tra figlio Enrico e Costanza d’Altavilla, a
estendere la sovranità imperiale sul Regno di Sicilia.
SECONDA FASE: XIII
SECOLO (1198-1216)
Si affermò il programma
teocratico del Papa Innocenzo III che, nella crisi dinastica dell’Impero,
vide le premesse per realizzare il grande sogno della sovranità universale della Chiesa.
TERZA
FASE: XIII SECOLO (1212-1250)
Federico II, il figlio di
Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, rinnovò il grande sogno di
restaurare il prestigio dell’Impero in Italia, e quindi riprese la
lotta contro il Papato e Comuni.
La sua politica fu fallimentare, ma stabilitosi infine in Sicilia,
organizzò il suo Regno in modo moderno, costruendo uno Stato fondato
sull’<< esclusivismo >> del potere regio. Egli può
considerarsi, l’ultimo grande imperatore medievale.
Il potere della Casa di
Svevia, al tempo di Federico II, diede vigore per qualche tempo alle
forze ghibelline all’interno delle città italiane.
Il nome di Guelfi e
Ghibellini era lo schermo di forze locali avverse, politiche ed
economiche, che miravano alla supremazia mediante la distruzione
delle potenze rivali.