TECNOLOGIA E SCIENZA NELL'ETA' MEDIEVALE

 

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Bonvesin della Riva

Michele Scoto

I quesiti di Federico II a Michele Scoto

La scuola medica salernitana

Nella descrizione scientifica dell'universo nel medioevo è frequente trovare insieme a dettagliate descrizioni naturalistiche spiegazioni magiche, fantastiche, allegoriche e astrologiche.

Ristoro d'Arezzo, in un trattato di scienze naturali, scritto in volgare,( Libro della composizione del mondo, in " La prosa del duecento ") spiega l'origine e le diversità del mondo animale con una facoltà che proviene dal cielo. Secondo l'autore il cielo ha in sè l'idea di tutti gli animali, facoltà che gli proviene da Dio, e la imprime sulla materia terrestre, muove gli umori nella quantità e nel modo che sono necessari per fare le varie forme di animali, se il cielo smettesse di operare, non esisterebbero più gli animali, anzi si dissolverebbero. 

Bonvesin della Riva, quando deve descrivere Milano, unisce una minuziosa descrizione del luogo a considerazioni allegoriche e morali del tutto prive di riferimento alla realtà che andava descrivendo. Così mentre da un lato elogia Milano per i vantaggi che offre ai suoi abitanti, fertilità del suolo, l'abbondanza di acqua, le possibilità lavorative, dall'altro afferma che il nome latino di  Milano  "Mediolanum" simboleggia la grandezza della città: la vocale centrale "o" è la più degna e la più bella, con la sua rotondità evoca la forma della città e la rotondità è simbolo di perfezione; le cinque vocali rappresentano rappresentano tutti i beni necessari ai cinque sensi dell'uomo. Egli istaura una corrispondenza fra il nome e la cosa e usa il numero in maniera simbolica.

Secondo Haskins, un bilancio del pensiero scientifico medievale deve tener conto che " Lo studioso medievale si accontentò di prendere i risultati della scienza araba e greca, trascurandone il metodo scientifico.....Le università del medioevo studiarono la medicina e la storia naturale sulla carta scritta, non nei laboratori o negli osservatori, ed era naturale che da simili premesse una cultura scientifica non avesse alcuna possibilità di procedere"

Sempre lo stesso studioso però cita una serie di esempi di studiosi dediti all'osservazione e all'esperimento:

- Gualchiero di Malvern, che nel 1092 tenta di determinare la differenza oraria fra Inghilterra ed Italia dall'osservazione di un'eclisse

- Aristippo che a rischio della sua vita esamina un'eruzione dell'Etna

- Giraldo Cambrensis che registra l'altezza delle maree in Irlanda

- Michele Scoto che descrive i fenomeni vulcanici

I medici salernitani non effettuarono la dissezione del corpo umano ma studiarono l'anatomia del maiale.

Tra innovazioni e persistenze, cambia comunque l’atteggiamento verso la natura e verso la vita .