Nella descrizione
scientifica dell'universo nel medioevo è frequente trovare insieme a
dettagliate descrizioni naturalistiche spiegazioni magiche,
fantastiche, allegoriche e astrologiche.
Ristoro d'Arezzo,
in un trattato di scienze naturali, scritto in volgare,( Libro della
composizione del mondo, in " La prosa del duecento ")
spiega l'origine e le diversità del mondo animale con una facoltà
che proviene dal cielo. Secondo l'autore il cielo ha in sè l'idea di
tutti gli animali, facoltà che gli proviene da Dio, e la imprime
sulla materia terrestre, muove gli umori nella quantità e nel modo
che sono necessari per fare le varie forme di animali, se il cielo
smettesse di operare, non esisterebbero più gli animali, anzi si
dissolverebbero.
Bonvesin della
Riva, quando deve descrivere Milano, unisce una minuziosa descrizione
del luogo a considerazioni allegoriche e morali del tutto prive di
riferimento alla realtà che andava descrivendo. Così mentre da un
lato elogia Milano per i vantaggi che offre ai suoi abitanti,
fertilità del suolo, l'abbondanza di acqua, le possibilità
lavorative, dall'altro afferma che il nome latino di
Milano "Mediolanum" simboleggia la grandezza della
città: la vocale centrale "o" è la più degna e la più
bella, con la sua rotondità evoca la forma della città e la
rotondità è simbolo di perfezione; le cinque vocali rappresentano
rappresentano tutti i beni necessari ai cinque sensi dell'uomo. Egli
istaura una corrispondenza fra il nome e la cosa e usa il numero in
maniera simbolica.
Secondo Haskins,
un bilancio del pensiero scientifico medievale deve tener conto che
" Lo studioso medievale si accontentò di prendere i risultati
della scienza araba e greca,
trascurandone il metodo scientifico.....Le università del medioevo studiarono la medicina e la storia naturale
sulla carta scritta, non nei laboratori o negli osservatori, ed era
naturale che da simili premesse una cultura scientifica non avesse
alcuna possibilità di procedere"
Sempre lo stesso
studioso però cita una serie di esempi di studiosi dediti
all'osservazione e all'esperimento:
- Gualchiero di
Malvern, che nel 1092 tenta di determinare la differenza oraria fra
Inghilterra ed Italia dall'osservazione di un'eclisse
- Aristippo che a
rischio della sua vita esamina un'eruzione dell'Etna
- Giraldo
Cambrensis che registra l'altezza delle maree in Irlanda
- Michele Scoto
che descrive i fenomeni vulcanici
I medici
salernitani non effettuarono la dissezione del corpo umano ma
studiarono l'anatomia del maiale.
Tra innovazioni e
persistenze, cambia comunque l’atteggiamento verso la natura e
verso la vita .