I
primi orologi, ad acqua o clessidra, risalgono come si sa già agli
antichi Egizi e il loro principio di funzionamento giunge fino al
basso medioevo.
Gli Arabi utilizzavano orologi fondati sul
consumo regolare di combustibile ,in un testo risalente al XII secolo
" Libros del Saber de Astronomia" ci viene descritto un
orologio a candela in cui man mano che si consuma la candela sale per
effetto di un peso, che avvolto su carrucole, la spinge costantemente
dal basso verso l'alto. La candela a sua volta tiene chiusi una serie
di fori, che si aprono uno alla volta, ad intervalli regolari, mentre
essa sale. A quel punto un disco di rame cavo va a cadere in un
contenitore metallico e suona l'ora.
E' nella produzione del suono che si
indirizza la ricerca medievale più che nella ricerca di meccanismi
diversi. Nel giardino del califfo Abd-Allah-Al-Manum, nel IX secolo
vi era un alberello d'oro e d'argento fra i cui rami cantavano
uccelli automatici.
Uno dei più antichi orologi ad
automatismi di cui ci sia rimasta una descrizione è
l'orologio-planetario di Gaza del VI secolo che riproduce il
moto annuo dei corpi celesti.
Il primo orologio-planetario interamente
meccanico risale invece al 1344 e fu costruito da Giovanni Dondi, si
trattava di una grande congegno che riproduceva tutti i moti e
le costellazioni dei pianeti in qualsiasi ora del giorno e della
notte con innumerevoli ruote ed ingranaggi.
L'astrario era così ben costruito che un
solo contrappeso regolava tutto il suo movimento, l'autore aveva
impiegato ben sedici anni per costruirlo interamente in ottone e
rame.
Nel frattempo la concezione simbolica del
mondo inizia a cambiare sotto l’azione :
La
misura:
si
avverte la necessità di una misurazione esatta. I dati nuovi che in
parte modificano il rapporto dell’uomo con l’ambiente il suo
senso del tempo e dello spazio:
uso più preciso del numero applicato a cose concrete, primi
tentativi di quantificazione, interesse per la meccanica.
Cambiamenti
nel computo del tempo quotidiano:
il calcolo del tempo era
preoccupazione degli ecclesiastici, i quali lo scandivano secondo il
calendario liturgico: l’Avvento, la Quaresima, la Pasqua, la
Pentecoste, l’Ascensione, Ognissanti.
Il
tempo passato apparteneva alla memoria, vi erano fatti non date, i
cronisti usavano espressioni del tipo “al tempo di re Enrico” “ allo scorciare dei giorni”
Si
aveva un concetto di ciclicità del tempo dovuto allo succedersi delle stagioni, delle fiere,
dei mercati, delle feste, delle cadenze dle lavoro agricolo, delle
tasse e dei tributi da pagare .
Il
calendario era quello della vita liturgica e della vita contadina.
Ogni
mese era rappresentato per tutti da una attività: giugno, la
fienagione, luglio i raccolti, ottobre, la vendemmia, etc.
La
giornata lavorativa dipendeva dal sole: lunga d’estate, breve d’inverno.
Il
rintocco delle campane risuonava ogni tre ore per scandire il
trascorrere del giorno.
l’attenzione
al tempo incentivò invenzioni tecniche e si giunse all’inizio del
XIV sec. alla fabbricazione dei primi orologi meccanici: macchine
complicate e ben poco puntuali. Ci si avviò al computo delle ore ,
tuttavia si può parlare del concetto di “ora “ in senso
matematico, come ventiquattresima parte della giornata solo con l’introduzione
degli orologi.
Si
definirono le scansioni che ancor oggi adoperiamo: la giornata di
lavoro, la mezza giornata, il tempo libero, il tempo del lavoro
personale o del lavoro nero.