Nel
XII secolo diviene di nuovo importante la lettura medica dei Greci:
vengono tradotte le più importanti opere dei medici arabi e diventa
importante la scuola di Salerno che è la prima di medicina in
Europa. Proprio da Salerno venne la rinascita della medicina in
Occidente e della rivalutazione della professione medica.
Un
vero e proprio progresso scientifico non era possibile senza la
l'assimilazione completa della cultura medica del mondo antico, in
particolare di
Ippocrate, le cui opere sono ancora oggi importantissime.
Sfortunatamente la mentalità scolastica dell'epoca e la riverenza
del Medioevo per la parola scritta videro in questi testi l'autorità
assoluta, da esporsi e interpretarsi letteralmente o in maniera
dogmatica, ma non sperimentalmente nei laboratori e nelle cliniche, e
perciò nel periodo immediatamente successivo la scienza medica potè
avanzare molto lentamente. Nonostante il dogmatismo e l'accademismo
che caratterizzano lo studio della medicina nell'università del
Medioevo, si compì un effettivo progresso nel senso di una più
normale pratica dell'arte medica.
La medicina araba
frattanto compiva un notevole progresso nella cura pratica delle
malattie, diffondendosi sempre di più, a mano a mano che cresceva il
credito della professione medica. La medicina veterinaria del tempo
era pratica e non accademica. Nel XII secolo incontriamo vari
trattati sulle malattie dei falchi e dei cani. Il contributo del XII
secolo alla botanica è limitato alla materia medica. La tradizione
greca era in questo campo particolarmente radicata; le prime
traduzioni di opere mediche furono spesso accompagnate da glossari
greco-arabi dei termini botanici.