Dopo la morte di Maometto
fra il 634 e il 644, gli Arabi crearono un immenso stato fra Asia e
Africa ridisegnando la cartina del Medio Oriente con una rapidissima
espansione territoriale.Conquistarono la Siria, l’Egitto,
distrussero l’Impero persiano, fecero incursione verso l’India e
l’Africa del Nord, occuparono la Spagna. L’Islam, che significa
“sottomissione “ indica l’unità
culturale e religiosa dei popoli arabi musulmanida “ muslim”
credente, era di fatto padrone del Mediterraneo ed aveva assunto il
controllo dei traffici con l’estremo oriente.Diviso in molti stati,
spesso in conflitto fra di loro, i califfati, cioè i regni dei
califfi, luogotenenti del profeta, l’Impero godeva di una grande
unità economica e culturale: rappresentava un immenso spazio aperto
allo scambio di uomini, merci, conoscenze, idee.
La conquista araba ha
origine dalla predicazione di Maometto.
La
rivelazione monoteistica si fondava sulla esaltazione di uno stile di
vita legato alla pratica della guerra. Maometto fu contemporaneamente
capo religioso, politico e militare e l'Islam si caratterizza come
una teocrazia in cui non si facevano distinzioni fra politica e
religione.
Alla
morte di Maometto gli succedette un califfo che aveva il compito di
guidare i fedeli secondo le indicazioni divine contenute nel Corano.
Tra
il 634 e il 644 D.C. i califfi con i loro eserciti conquistarono gran
parte del Medio Oriente ammettendo al loro impero la Siria e
l'Egitto. Con l'arrivo degli Omayyadi (661-750) l'avanzata araba
riprende e si costituisce un vero e proprio impero. Essi scelsero
come capitale Damasco, arabizzarono la scrittura, coniarono una nuova
moneta il territorio fu diviso in regioni militari.
Le
vie di comunicazione
commerciali si moltiplicarono e nonostante le continue battaglie,
l'Islam conobbe in questo periodo il più grande splendore. Ma i
caratteri che determinarono il potere dell'Islam nelle province
iniziarono a sciogliersi e, nel
IX secolo, si iniziarono a formare dei governi autonomi.