A pochi secoli di distanza dal definitivo
affermarsi e diffondersi del cristianesimo in Occidente, nell’area
mediorientale si affermò una nuova religione monoteistica e
profetica , che si valeva delle dottrine provenienti dall’ebraismo
e dal cristianesimo, oltre che da culti e concezioni proprie della
penisola arabica.
L’Arabia
del VI-VII secolo era un territorio indipendente sia dall’Impero
bizantino sia da quello persiano, ma privo di unità interna. La sua
collocazione geografica è importantissima perché si trova nel punto
del Medioriente in cui si incontrano
Europa, Asia, Africa. Transitavano di lì quindi le grandi
rotte commerciali che collegavano oriente ed occidente.
Perciò,mentre gli arabi dell’interno erano pastori nomadi
(beduini), sulla
costa fu sempre fiorente il commercio , il traffico carovaniero e di
conseguenza gli scambi culturali con altri popoli.
Gli
Arabi, al tempo in cui Maometto
iniziò la sua predicazione, vivevano in tribù guidate da sceicchi.
Le
tribù erano spesso in conflitto per spartirsi i pochi pascoli e i le
riserve d’acqua, ogni tribù venerava i propri idoli e dei. L’unico
momento di pacificazione e unità religiosa era il pellegrinaggio che
per quattro mesi all’anno si compiva alla città santa della Mecca
dove si veneravano tutti gli idoli e anche la Kaaba, la Pietra nera,
un meteorite caduto dal cielo.