I rapporti tra la filosofia naturale e la
teologia furono molto diversi nell’Europa occidentale cristiana e
nella società islamica. Nell’Islam i filosofi naturali furono
distinti dai teologi. Inoltre, la filosofia naturale era considerata
una disciplina da insegnare in privato e riservatamente, sotto la
protezione del sovrano. Invece, nell’occidente cristiano quasi
tutti i teologi di professione furono anche filosofi naturali. Era
molto probabile che la maggior parte dei teologi avesse, all’inizio
della carriera, insegnato filosofia naturale.
L’atteggiamento favorevole della
Cristianità nei confronti della filosofia naturale derivava da un
lungo processo di adeguamento del cristianesimo alla cultura pagana.
La cultura greco – romana non era
considerata un nemico, e la sua potenziale utilità fu riconosciuta
assai presto. Un atteggiamento positivo nei confronti della filosofia
naturale fu forse alimentato dalla posizione dei cristiani verso lo
stato.
Benché molti ecclesiastici, proclamassero
la superiorità della Chiesa sullo Stato, la Chiesa cristiana
riconobbe e accettò la sua separazione dallo stato, lo sviluppo di
una filosofia naturale di orientamento laico.
Nell’Islam medievale, invece. lo stato
aveva il compito di garantire la prosperità delle religione
musulmana, facendo in modo che tutti potessero essere buoni musulmani
praticanti.
L’interesse dei cristiani per la
filosofia greca fu probabilmente alimentato anche da alcuni aspetti
della loro religione.
Una volta che Gesù fu considerato il
Figlio di Dio, il problema di chiarire la natura della divinità
diventò enorme. Per cercare di risolvere queste difficoltà
teologiche, gli studiosi presero a prestito i concetti e i termini
essenziali della metafisica greca.
Il cristianesimo di lingua
latina fornì un ambiente favorevole al mantenimento e allo sviluppo
della filosofia naturale e della scienza, opponendovi ben pochi
ostacoli. Nel timore che la filosofia naturale potesse essere
potenzialmente pericolosa per la fede musulmana, l’Islam non la
istituzionalizzò mai, non fece mai di essa una componente essenziale
del processo educativo.