Il processo di autonomia dei
Comuni, fu rafforzato dalla crisi in cui precipitò la Germania che,
fu lacerata da un’aspra contesa fra due opposte fazioni a sostegno
di due casate rivali.
Si chiamavano Ghibellini i fautori della Casa di
Svevia, essi si proclamavano difensori dell’onore dell’Impero
perché affermavano la superiorità dell’imperatore sul Papa,
sostenuta dal Privilegio ottoniano.
Si chiamavano Guelfi i
sostenitori della Casa di Baviera, fautori della libertà
della Chiesa romana, e quindi favorevoli al Concordato di Worms.
L’elezione di Federico I di Svevia (1152),
passato alla storia con il nome di Barbarossa, fu resa possibile dal
fatto che era imparentato con entrambe le casate di Svevia e di
Baviera.
Ristabilita la pace in Germania, Federico decise di
ripristinare l'autorità imperiale in Italia, infatti le difficoltà
dell'impero avevano consentito ai comuni italiani di sottrarsi di
fatto al controllo politico dell'imperatore.
Nel 1154 scese in Italia per farsi incoronare
imperatore e convocò la Dieta di Roncaglia per condannare la
rivendicazione di sovranità dei comuni
Nel 1158 scese una seconda volta e distrusse Crema
e Milano che si erano ribellate
I comuni si coalizzarono nel 1167 nella Lega
Lombarda, insieme di 36 città che nella battaglia di Legnano
del 1176 sconfissero il Barbarossa.
Nel 1183 con il Trattato di Costanza i comuni
videro riconosciuta la loro sovranità
Le lotte in Germania non si placarono e furono una
delle principali cause del fallimento della politica imperiale.