Il castello non nasce come nobile
residenza del signore. Ma trae origine dai castra romani,
torri di vedetta e di segnalazione innalzate dove stanziavano le
truppe, opere di difesa e fortificazione che sorsero un po’
dovunque nel periodo delle invasioni barbariche.
Agli inizi il
castello era una torre rustica innalzata su un terrapieno e
circondata da un recinto entro il quale si trovavano rozze
costruzioni adibite a vari usi e abitate dai servi del signore. Prima
del mille all’interno dei castelli non vi erano né lussi né
comodità.
Con il termine castello
non dobbiamo intendere solo la cerchia entro cui sorgeva la torre, ma
anche la zona di influenza su cui si stendevano i poteri del
castellano, anche i borghi murati che si trovavano sotto la sua
giurisdizione. Il castello coincise poi con il feudo, la corte.
Coloro che vivevano nella
zona di influenza del castello dovevano prestare la mano d’opera
gratuita per la sua costruzione e per la sua manutenzione e dovevano
prestare servizio armato per la sua difesa. In cambio, in caso di
pericolo potevano trovare rifugio nel castello stesso e mettervi in
salvo la famiglia, il bestiame, i viveri.
Il
diritto di incastellare spettava soltanto al re che concedeva ai suoi
fidi il permesso di costruzione.
Molti castelli sono sorti su resti di postazioni
romane e longobarde ma la loro diffusione con la struttura che oggi
conosciamo risale al tempo delle invasioni degli ungari intorno al X
secolo.