I manoscritti di
astronomia consistevano principalmente
di copie ed estratti dei manuali astronomici di Beda e del maestro
carolingio Elperico, con molta attenzione alla cronologia ecclesiastica. Nel
1120 l’inglese Gualcherio di Malvern
introdusse il computo per gradi, minuti e secondi, appreso dall’ebreo
spagnolo Petrus Alphonsi. Nel 1126 Adelardo di Bath tradusse le
tavole astronomiche di Al-Khuwarizmi,
seguite subito dalle tavole di al-Battani e di al-Zarkali. L’Almagesto di Tolomeo fu
tradotto dal greco intorno al 1160 e dall’arabo nel 1175; la
conoscenza della cultura astronomica antica dipenderà strettamente
dall’assimilazione di quest’opera.
Più ci si avvicina al 1200 più si
incontrano brevi trattati sulla natura dell’universo. Nelle opere
della nuova cultura scientifica predominavano le descrizioni di
fenomeni come i terremoti ed eruzioni vulcaniche.