TECNOLOGIA E SCIENZA NELL'ETA' MEDIEVALE

 

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Alchimia e chimica

 

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I principali eventi della storia dell'alchimia

Cronologia delle scoperte chimiche

La nascita dell’alchimia avviene nell’epoca ellenistica in Egitto per poi migrare verso l’Occidente (nel  XII secolo) attraverso la Spagna e la Sicilia per mezzo della cultura araba; per questo motivo ancora oggi troviamo nella chimica moderna termini derivanti da parole arabe (per esempio: alcool, elisir, alambicco, nafta).   

Le basi tecnologiche dell’alchimia si specchiavano nelle arti metallurgiche e vetrarie dell’antichità, fra le più importanti scoperte dell’alchimia antica c’era la più antica ricetta per la preparazione dell’acido nitrico, bisogna in oltre riconoscere all’alchimia il merito di aver valorizzato l’attività sperimentale inoltre ad aver arricchito il nostro patrimonio culturale di conoscenze chimiche sparse, libri illustrati e una simbologia affascinante. 

ALCHIMISTI E IATROCHIMICI

Gli alchimisti, contribuirono ad accrescere la conoscenza della chimica su basi empiriche. Le loro ricerche avevano due scopi fondamentali: la trasmutazione dei metalli in oro e la scoperta dell’elisir di lunga vita. La parola “alchimia” è d’origine araba e probabilmente deriva dal nome Cham attribuito dagli antichi egizi al loro paese: nel secondo secolo a.c. vi fu una fiorente scuola di alchimia in Alessandria.

Molti dei lavori degli alchimisti erano altamente speculativi o poco esatti. Essi però, avevano capito il modo di compiere parecchie operazioni chimiche ben definite, quali l’estrazione del mercurio dal cinabro, dell’arsenico dal realgar, della biacca dal litargirio. Lo scopo principale della chimica era la produzione di medicine per alleviare le sofferenze dell’umanità. Diffondendosi sempre più la prescrizione di medicine, inevitabilmente ne aumentò la richiesta. Essa fece sì che la chimica divenisse una materia riconosciuta dal corso d’istruzione degli studenti di medicina.

LA CHIMICA

La necessità più importante sullo sviluppo dei processi chimici fu la domanda di vestiario: ancora oggi le industrie chimiche e tessili sono strettamente legate. L’origine del sapone (nel senso chimico di prodotto della saponificazione di oli e grassi) è incerata, ma indubbiamente non risale a epoca anteriore alla fine del IV^ secolo a.c.: molto prima si usavano svariati detergenti di differente carattere chimico.

IL SAPONE E IL TESSUTO

Sino alla fine del Medioevo la bollitura con sapone era da lungo tempo praticata in Europa. La fase fondamentale della fabbricazione del sapone è la bollitura dei grassi o degli oli vegetali con alcali forte.

Se si usa la soda, resa caustica per trattamento con calce, si ottengono saponi duri, ma nell’industria tessile si preferiva il sapone molle, ottenuto con l’impiego di potassa caustica derivante dal trattamento di cenere di legno con calce.

I COLORI

Larga era la gamma di colori d’origine vegetale e animale. Il più noto è l’indaco, ricavato dalla pianta dell’indaco, coltivata diffusamente in India. Terminato il processo di preparazione vi si immergeva il materiale: il colore azzurro, prodotto d’ossidazione appariva quando il tessuto trattato era esposto all’aria per asciugarlo. La famosa porpora di Tiro ottenuta in maniera simile all’indaco, era però favolosamente cara. I rossi erano ricavati dalla robbia coltivata presso Roma. I rossi più stabili erano di origine animali, derivati da certi insetti parassiti delle piante Europee. Il nero si ottenne con il tannato di ferro, che è intensamente scuro.

ALCOL E GLI ACIDI MINERALI

Si presume che l'alcol sia di origine orientale bizantina ma in realtà e' un equivoco perché la parola alcol significava antimonio per tingere gli occhi e sopracciglia. La tecnica di distillazione araba si diffuse nell'Italia meridionale. Qui inizialmente l'alcol veniva distillato dal vino e la condensazione dei vapori per passaggio in un tubo di vetro tortuoso (serpentino) immerso in acqua fredda corrente. Senza l'uso delle serpentine sarebbe stato impossibile raccogliere i vapori dell'alcol, dato che tale liquido bolle a 90 gradi. La distillazione dell'alcol dal vino era nota in molti Paesi europei. La prima distillazione dava un alcol al 60% detto AQUA ARDENS e solo una secondo dava l'alcol più forte (AQUA VITAE). I continui miglioramenti della tecnica della distillazione resero possibili altri progressi di grande importanza. Già nel 1150 in Italia si distillava l'acido nitrico da una miscela di salnitro e allume, mentre nel XIII sec., sempre in Italia, si distillava l'acido solforico, e poco più tardi anche l'acido cloridrico. Questi nuovi acidi vennero utilizzati nelle industrie tessili e in metallurgia.