TECNOLOGIA E SCIENZA NELL'ETA' MEDIEVALE

 

QUADRO STORICO LA CONQUISTA ARABA LA RINASCITA CULTURALE  TECNICA E ARTIGIANATO
ALTO MEDIOEVO
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ISLAM MEDIEVALE

SISTEMA CULTURALE

 

UNIVERSITA' CONQUISTE TECNICHE 

La Rinascita agricola



VI secolo

VII secolo

VIII secolo

IX secolo

X secolo

XI secolo

XII secolo


da C. Singer, Le civiltà mediterranee e il medioevo


Cronologia della tecnologia medievale

 

 

L'agricoltura - Formella del campanile di Giotto - Firenze

 

L'aratro

La bardatura del cavallo

La ferratura dello zoccolo

Attrezzi agricoli

 

 

A partire dal VI secolo, i monaci benedettini, venuti in possesso di considerevoli patrimoni terrieri, introdussero miglioramenti nei sistemi di coltivazione e perfezionarono tecniche artigiane che  tramandarono alle epoche successive. I cistercensi poi continueranno questa tradizione di quotidiana occupazione nei campi, anzi Bernardo, fondatore dell'ordine, vuole che le abbazie siano costruite in luoghi disabitati e incolti per dare valore all'opera di irrigazione, concimazione, cura dei terreni e dei boschi a cui si impegna la comunità monastica.E' probabile che siano stati proprio i monaci ad introdurre per primi la rotazione triennale che consentiva uno sfruttamento più intensivo della terra coltivata

 

L'ARATRO 

L’aratro è stato un attrezzo di grande rilevanza economica fin dall’età del bronzo. La sua importanza accrebbe ulteriormente quando furono messi a coltura i terreni argillosi più pesanti ma più fertili.

 I primi aratri dell’Europa germanica erano paragonabili a quelli in uso nelle terre mediterranee. Gli aratri primitivi, quelli costruiti a Oriente nel mondo classico e tra i germani dell’Europa settentrionale, venivano costruiti secondo lo stesso principio: c’era un ceppo la cui punta principale, giacendo quasi orizzontalmente, effettuava la vera e propria rottura della terra. La trazione del bestiame da tiro veniva trasmessa al ceppo mediante una bure e un timone. Una stegola era costituita dal prolungamento all’indietro del ceppo, faceva parte di uno staffane separato, dritto sulla coda del ceppo. Negli aratri più semplici il ceppo e il timone erano formati da un solo pezzo. Le modifiche a questo tipo consistevano solamente in adattamenti al terreno.

 Un attrezzo tale faceva poco più che sollevare terra e sassi spingendoli da parte.Occorreva quindi una seconda aratura trasversale ad angoli retti con la prima. L'aratro veniva tenuto dall'aratore stesso a una altezza giusta per tagliare il terreno con un enorme dispendio di energia fisica e fatica. Una simile aratura poteva essere sufficiente per i terreni leggeri ed aridi delle regioni del mediterraneo,mentre era del tutto insufficiente per i terreni pesanti, umidi e grassi dell'Europa settentrionale dove si affermò un nuovo tipo di aratro.

Il nuovo aratro, usato dai germani già durante la dominazione romana , aveva ruote per controllare la profondità dell'aratura in modo da risparmiare energia all'aratore. 

Era munito di un coltro per fendere il terreno e di un versoio per rivoltarlo, faceva solchi profondi e regolari e non necessitava una seconda aratura trasversale.

Grazie a questa nuova aratura, si cominciò a coltivare lunghe strisce di terreno secondo il sistema della rotazione triplice. Per la prima volta il sistema di rotazione a tre campi è testimoniata nel 765 d.c., dove si cita una seminazione primaverile di cereali dopo quella invernale.

Questo aratro più pesante richiedeva una forza di trazione considerevole, questo spinse i contadini a mettere in comune i buoi per l'aratura ,generalmente in numero di quattro . Le fonti medievali mostrano in genere due uomini all'aratura , un aratore che dirige l'aratro e un conducente incaricato delle bestie da tiro. 

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LA NUOVA BARDATURA DEL CAVALLO

Anche il sistema moderno di bardatura ebbe sull'agricoltura e sui trasporti terrestri un'influenza grandissima, essa costituisce una delle prime e maggiori invenzioni della seconda rivoluzione tecnica; consisteva nell'utilizzare l'animale come traino dell'aratro.

Durante il medioevo si aggiogavano talvolta i cavalli in mezzo ai buoi, essi divennero più idonei dopo il XII sec. quando entrò in uso il collare rigido. 

Il sistema moderno di bardatura ebbe sull'agricoltura e sui trasporti terrestri un'influenza grandissima:l'antica bardatura dei cavalli era basata sul giogo da collo usato per i buoi, il giogo ( costituito da una barra di legno) era sistemato dietro il collo del cavallo ed era tenuto fermo da una cinghia che girava intorno alla parte anteriore del collo, però il collare ostacolava la respirazione del cavallo.

La nuova tecnica di bardatura del cavallo evitava questo fastidio:il nuovo giogo era formato da un collare rigido e imbottito, che poggiava sulle spalle dell'animale e gli permetteva di sfruttare tutta la sua forza e tutto il suo peso per tirare.

Probabilmente proveniente dall'Asia, fra il IX e il X secolo, il collare permise ai contadini di utilizzare i cavalli al posto dei buoi con parecchi vantaggi: maggiore rapidità, maggiore efficienza e minori costi per il mantenimento degli animali.Questa scoperta ebbe un'influenza sull'agricoltura pari a quella del timone per la navigazione. Il collare da spalla appare per la prima volta nelle pitture di due codici del X secolo, è impossibile però, allo stato attuale stabilire con esattezza la data e il luogo dell'invenzione.

Probabilmente gli uomini dell'epoca non consideravano questa conquista un'invenzione tale da essere citata in manoscritti e documenti, oltre i contadini, che se ne giovarono, solo i pittori  rilevano l'avvenimento. In pitture ed arazzi del XII secolo appaiono traini ad un solo cavallo, traini con cavallo e mulo e nel XIII secolo nel manoscritto di Herrade de Landsberg, conservato nella biblioteca di Strasburgo, si trova l'immagine di un grosso e pesante carro tirato da due cavalli che trasporta sedici passeggeri. Un bassorilievo della Cattedrale di Chartres dello stesso secolo mostra il nuovo collare applicato ad un bue, nel giro di cento anni spariranno dalle pitture, sculture e disegni i vecchi collari a gola.

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LA FERRATURA DELLO ZOCCOLO

Un'invenzione di fondamentale importanza per lo sfruttamento dell'energia animale fu quella della ferratura agli zoccoli dei cavallo. Inizialmente i Romani avevano un finimento destinato a proteggere le unghie del cavallo, l’ipposandalo, costituito da una specie di sandalo con suolo di ferro munito di anelli e di lacci che applicavano solamente ai cavalli malati e zoppicanti.

 La ferratura moderna appare soltanto nel IX sec. , si applicava sotto le unghie del cavallo a semicerchio (forma dell'unghia). L'agricoltura,trasse grandi vantaggi da questa innovazione, sia per  la maggiore facilità nei trasporti, sia per la minor fatica nel lavoro dei campi.

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ATTREZZI AGRICOLI

ERPICI E RASTRELLI ATTREZZI PER IL RACCOLTO ATTREZZI PER SCAVARE
L’erpice veniva usato principalmente per estirpare le erbacce; esso veniva usato anche per coprire la semente. Veniva usato anche per rompere le terre difficili e per livellare il terreno. Per svolgere questi compiti l’erpice veniva usato con la trazione a cavalli più veloce di quella a buoi. Nel medioevo erano usati anche rastrelli di legno per compiere operazioni quali la copertura delle sementi e la preparazione del tereno. Nel medioevo la tendenza a trasformare in grandi prati i terreni cosparsi di cespugli, alberi e foglie fece sì che si diffondessero falci dalle lunghe lame, La falce fienaia a manico lungo, di origine romana, nel XII secolo venne dotata di una impugnatura a barra che fuoriusciva dal lungo manico. Continuano ad essere utilizzati gli strumenti di epoca romana: il falcetto bilanciato, con la lama piegata all'indietro alla fine del manico e poi in avanti a formare una grande curva, utilizzato per tagliare; la falce a manico corto, che si adoperava con due mani,adatta ad "affettare" Durante la mietitura le lame venivano arrotate nei campi. con pietre da affilare (coti) di arenaria . E' testimoniata la presenza in alcuni campi di martelli portatili e di incudini. ni e zappe in ferro molto robusti erano prodotti nelle botteghe dei fabbri ferrai in tutto l’Impero Romano. Nel Medioevo le pale avevano una lama singola e doppia; il manico finiva con una barra a croce, applicata all’estremità del manico o attraverso biforcazione. Attrezzi a forca a due punte di ferro erano in uso generale fin dai tempi romani per scavare o rompere il terreno, sia come forconi sia come picconi. I forconi più leggeri erano usati per maneggiare i fasci di fieno o di paglia.