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Sogno di una notte
di mezza estate


locandina Note di regia

Ma come si può fare uno spettacolo con quasi 60 ragazzi?"

"E' già un'impresa 'titanica' quando a recitare sono attori professionisti... come faremo con ragazzi che per la maggior parte è la prima volta che fanno teatro?"

"Calma, un momento, ragioniamo! Bisogna farsi aiutare da qualcuno di cui ci fidiamo!"

"Ma cosa dici?" Siamo già in tre a condurre questo corso, non possiamo mica fare CEPU, ogni ragazzo con il suo tutor personale!"

"Ma cosa hai capito, qui serve l'aiuto di Shakespeare! Chi più di lui ci può guidare...


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... ecco questo è stato all'incirca il nostro primo approccio con il 'laboratorio di messa in scena teatrale' sul Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.
Certo affrontare Shakespeare è senza dubbio un'impresa non da poco, ma eravamo convinti, e lo siamo tuttora, che un testo importante, anzi un 'classico' potesse essere il trampolino giusto per affrontare con slancio le difficoltà che la realizzazione di uno spettacolo teatrale impone.
Abbiamo cominciato con ridurre il testo, che nella versione integrale sarebbe durato quattro ore, lo abbiamo tagliato, senza modificare le parole di Shakespeare, abbiamo scelto la traduzione che ci sembrava più moderna, più vicina a noi. Anche la trama è rimasta invariata, ridotta certo, ma la struttura e la storia che si racconta è quella originale.
Rimaneva il problema di trovare un ruolo per ognuno dei 60 ragazzi, e qui abbiamo suddiviso in gruppo per competenze a seconda dei desideri. Per realizzare uno spettacolo sono indispensabili certo gli attori, ma anche tutta una serie di figure che si muovono nell'ombra: scenografi, costumisti, assistenti alla regia...


La struttura del Sogno ci ha indicato anche la modalità di lavoro; infatti la storia racconta di tre mondi differenti che si intrecciano in una complicata trama tra magia e sogno, tra realtà e teatro.  Ognuno di noi ha lavorato con un gruppo in modo diverso: Stefano con i nobili (gli adulti e i giovani innamorati) ha cercato la naturalezza e la passione dei sentimenti (amore/odio); Monica con gli artigiani/comici ha preso come riferimento il mondo dei clown; Fabio con le fate e gli elfi ha lavorato sulla danza e la coralità.

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Per l'allestimento scenografico si è tenuto conto del luogo dove viene rappresentato lo spettacolo e cioè la scuola, e per evocare gli spazi della storia si sono utilizzati gli elementi propri della scuola stessa, e così una pila di sedia fanno un albero e fogli colorati diventano le foglie e il sottobosco. E poi le musiche, le luci...

E così per quasi quattro mesi abbiamo provato. Abbiamo conosciuto le difficoltà dell'imparare a memoria, di recitare una parte che non ci somiglia, di usare parole che non sono le nostre, di ripetere fino alla noia una scena, una battuta, di non sapere dove si va a parare.

Ed ora eccoci qui a mostrare con sincerità il risultato dei nostri sforzi.
Si dice che sia più importante la strada fatta che la meta finale, di questo ne siamo convinti, ma per mettere le mani avanti vogliamo ricordare le parole con cui Puck (folletto del bosco) conclude il Sogno di una notte di mezza estate

Se noi ombre vi abbiamo tediato,
perchè il guaio ci sia perdonato
fate conto che sia stato un sogno
...

E non siate troppo severi
signori cari, contro il nostro tema
fiacco e insulso; col vostro perdono
rimedieremo presto e volentieri
Amici dunque Battete le mani
chè Puck già pensa a rifondervi i danni

Stefano Orlandi Fabio Testa Monica Allievi
Le insegnanti
Gli allievi

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